Crowdfunding per la cultura è condivisione

Crowdfunding per la cultura, tra fundraising e marketing, l’incontro tenuto da Civita per la presentazione della ricerca dedicata allo stato dell’arte della raccolta diffusa e partecipata di risorse (non solo soldi) per la cultura. Sala piena e posti in piedi, persone di tutte l’età – dai più giovani agli over 60 – come del resto nell’open day sul fund raising organizzato il 10 febbraio dalla Scuola di Roma di Fund-Raising. Lentamente ma inesorabilmente, si afferma anche in Italia un fenomeno partecipativo attraverso le piattaforme digitali, che per es. in Francia ha conosciuto nel 2016 un aumento del 112% (La finance alternative a plus che doublé en France en 2016, www.latribune.fr). Siamo gente sveglia, ma con la partecipazione e la connessione abbiamo qualche problema,  è per questo che valuto con attenzione queste iniziative e la “folla che partecipa: esprimono finalmente la consapevolezza che dobbiamo imparare, riflettere, provare a coinvolgere le persone nei nostri progetti, sogni, sfide. Mettersi in gioco insomma, parlare a molti, e questo non lo abbiamo imparato né a scuola né tantomeno all’università. Le pratiche di Crowdfunding nella cultura e nei beni culturali vanno ben oltre la raccolta fondi, richiedono un forte investimento nella rete di relazioni di ciascun soggetto, nella conquista della fiducia e nella capacità di trasmettere agli altri – potenziali sostenitori – i nostri contenuti. Un salto che non è solo tecnologico per un uso sapiente del digitale, ma è anzi profondamente culturale.

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